Nuove Visioni
in Ceramica




Il dialogo tra memoria e contemporaneità emerge con forza in Giardini, la collezione di Luca Baldelli. Il progetto si inserisce in continuità con l’eredità di Dante Baldelli, reinterpretandola attraverso uno sguardo attuale. I vasi diventano superfici narrative, attraversate da segni e colori che evocano paesaggi interiori, frammenti naturali e suggestioni sospese tra realtà e immaginazione.
Con Terre d’Argent, Marc Deloche introduce una riflessione sul rapporto tra ceramica e metallo. Le forme, essenziali ed equilibrate, mettono in relazione materia e luce, struttura e superficie. La ceramica assume una presenza quasi architettonica, in cui rigore formale e sensibilità materica convivono in un dialogo misurato.
Il gesto è invece protagonista di Canto della Luna di Louis Bottero. Linee rapide, segni decisi e cromie vibranti, influenzate dalla cultura urbana, trovano nella ceramica un terreno di sintesi. Il materiale accoglie l’energia del segno e la restituisce in una forma controllata, dove spontaneità e precisione si equilibrano.
In Mirabilia, Dylan Tripp porta nel progetto ceramico il proprio sguardo di floral designer. I vasi Ovum, Corolla e Kylix nascono da una riflessione sulla funzione e sull’equilibrio delle forme: oggetti pensati per accogliere i fiori ma capaci anche di esistere come presenze contemplative, in cui colore, fragilità e struttura dialogano in modo armonico.
La ricerca si apre alle nuove generazioni con Alma di Andrea Di Pietro, finalista al Premio Rometti 2025. La collezione esplora il rapporto tra oggetto e spazio attraverso forme essenziali e superfici opache. La ceramica diventa presenza silenziosa, capace di trasmettere calma, continuità e una relazione più consapevole con la materia.
Chiude il percorso Tsuki di Nicola Orsini, un progetto guidato da uno sguardo libero e intuitivo. Le superfici evocano paesaggi lunari, costruiti attraverso sfumature e contrasti di luce, restituendo alla ceramica una dimensione narrativa, poetica e immaginifica.