Luca Baldelli

Una storia che ritorna.

Nato a Città di Castello nel 1953, Luca Baldelli si forma all’Istituto d’Arte di Perugia e prosegue gli studi a Roma presso l’Istituto per le Arti Grafiche. Fin dall’inizio degli anni Settanta lavora nella storica bottega di famiglia, Baldelli Ceramiche, avviando un percorso personale dedicato alla progettazione e alla sperimentazione ceramica. Parallelamente intraprende un’importante attività didattica: dal 1972 è docente presso la Scuola di Arti Grafiche di Città di Castello e, dal 2000, Accademico di Belle Arti. Il suo lavoro si muove oltre le categorie, senza distinguere rigidamente tra pittura e ceramica. In entrambe emerge la stessa tensione visiva, una ricerca che privilegia la costruzione dell’opera, l’equilibrio tra superfici, colori e segni, più che il racconto o la rappresentazione. Baldelli è interessato all’impatto immediato dell’immagine, alla sua capacità di generare vibrazione e ritmo. Le sue opere nascono da trasformazioni continue della materia, attraversate da cromie intense e segni essenziali. Alla base vi è un processo intuitivo, quasi istintivo, che richiama una dimensione primaria dell’immaginazione: uno spazio libero, non razionale, dove il gesto diventa forma e la forma diventa esperienza visiva. Un linguaggio coerente e riconoscibile, costruito nel tempo attraverso ricerca, insegnamento e pratica quotidiana.

Con questa collaborazione, che si concretizza nella collezione Giardini, Rometti e Luca Baldelli scelgono di rendere omaggio a un cerchio che si chiude: l’incontro con il figlio di Dante Baldelli, figura storica della manifattura fin dalla sua nascita. Un dialogo che acquista un valore ancora più simbolico nel momento in cui Rometti si avvicina al centenario della propria storia. Una scelta fondata su affinità artistiche e di visione, ma anche su un sentimento profondo di continuità e di affetto verso un’eredità condivisa.

Un linguaggio che nasce dalla materia e si sviluppa nel tempo, tra forma, colore e gesto. Luca Baldelli costruisce opere dove la ceramica diventa spazio di libertà visiva, capace di superare confini, tecniche e definizioni.